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Facebook, Signal e Telegram stanno tutti pianificando le proprie criptovalute

Facebook, Signal e Telegram stanno tutti pianificando criptovalute. Ma perché queste aziende, perché ora, e avranno successo?

Il New York Times ha pubblicato un articolo di approfondimento che esamina i piani di criptovaluta per queste tre società, in cui vengono riportati i rapporti secondo cui ognuno di loro è sulla buona strada per creare le proprie monete. Facebook possiede il progetto più riservato.

Il CEO Mark Zuckerberg ha pubblicamente espresso l’interesse per la criptovaluta almeno dal gennaio 2018, quando lo ha scritto nella sua mission annuale.

Nel maggio di quell’anno, ha nominato David Marcus, ex capo dell’app Messenger chat, per dirigere il gruppo blockchain della compagnia. Marcus ha una storia sia in fintech che in criptovaluta, essendo stato presidente di PayPal e avendo trascorso del tempo nel consiglio di amministrazione della società di pagamenti di criptovaluta Coinbase. Si è dimesso da quella posizione tre mesi dopo aver preso la guida “blockchain” su Facebook.

In dicembre alcune fonti hanno riferito a Bloomberg che Facebook sta lavorando a uno stablecoin, che è una moneta digitale ancorata a un asset affidabile nel mondo reale come il dollaro americano. Gli Stablecoin sono molto meno simili a beni negoziabili il cui prezzo gli speculatori sperano salirà alle stelle, ma somigliano più a vere valute utilizzate per guidare transazioni quotidiane. La criptovaluta avrebbe consentito alle persone di trasferire denaro sul sistema di messaggistica di WhatsApp, concentrandosi in prima battuta sul mercato delle rimesse in India.

Concentrarsi sull’India aiuterebbe il gigante dei social media a promuovere la crescita in un mercato emergente. Afflitta dai problemi in seguito ai numerosi passi falsi sulla privacy in un mercato occidentale pesantemente saturo, per l’azienda focalizzarsi su mercati in crescita come l’India rappresenta un modo appetibile di riconquistare terreno.

Sembra anche l’evoluzione naturale di WhatsApp Pay, un servizio che consente alle persone in India di inviarsi denaro a vicenda direttamente dai propri conti bancari tramite il servizio di messaggistica.

L’introduzione della criptovaluta in WhatsApp accompagnerebbe un enorme cambiamento nella strategia di messaggistica di Facebook. La società ha annunciato l’intenzione di unire WhatsApp con le sue app Messenger e Instagram, rendendo possibile l’invio di messaggi facilmente tra i servizi.

Il problema che affligge Facebook è quello di riconciliare il suo modello di business centralizzato, che si basa sull’aggregazione e il controllo dei dati degli utenti, con l’approccio decentralizzato della tecnologia blockchain. Zuckerberg è interessato all’utilizzo di blockchain per l’autenticazione, ha detto in un’intervista del mese scorso con Harvard Law e il professore di informatica Jonathan Zittrain:

Una delle cose a cui ho pensato molto è l’uso della blockchain a cui sono potenzialmente interessato – anche se non ho trovato un modo per farla funzionare – per l’autenticazione … e fondamentalmente per garantire l’accesso alle proprie informazioni e ai diversi servizi. Quindi, in pratica, sostituendo la nozione di ciò che abbiamo con Facebook Connect con qualcosa che è completamente distribuito.

Tuttavia, c’è la possibilità che sviluppatori disonesti possano abusare degli utenti al di fuori del controllo dell’azienda, ha avvertito, senza fare un riferimento diretto a Cambridge Analytica, che ha fatto proprio questo.

Telegram

Al contrario, i piani di Telegram per un sistema di blockchain decentralizzato sono già stati ampiamente compresi, essendo essa stata la base di lancio di un’ICO (initial coin offering) che nelle due tranche di finanziamento lanciate nel 2018 ha raccolto complessivamente 1,7 miliardi di dollari (in due tranche di ICO da 850 milioni). L’ICO era limitato agli investitori privati accreditati dopo che la società aveva annullato la parte pubblica della vendita.

Telegram ha sempre pianificato di rilasciare Gram, una criptovaluta che potrebbe essere utilizzata per inviare pagamenti attraverso il sistema di messaggistica crittografato. Farà parte di un passaggio a una blockchain denominata Telegram Open Network (TON), piani per i quali la società ha pubblicato un white paper. L’infrastruttura blockchain è ora completata al 90%.

Signal

Signal, l’altra società menzionata nel rapporto del New York Times, ha pianificato il suo MobileCoin da dicembre 2011, quando ha pubblicato il suo white paper. La moneta, che ha il suo sito web, funzionerebbe usando il protocollo Signal, che usa anche WhatsApp. Ciò renderebbe la moneta interoperabile con WhatsApp e Signal. MobileCoin è consigliato dal fondatore di Signal Moxie Marlinspike, che ha una notevole credibilità nell’ambito della sicurezza avendo diretto la security su Twitter.

Cosa hanno in comune Telegram, Signal e il WhatsApp di Facebook? Sono tutte app di messaggistica molto popolari alla ricerca di nuovi flussi di entrate. La creazione di criptovalute proprie consentirebbe loro di indirizzare istantaneamente l’uso a un’ampia base di utenti di messaggistica, integrando strettamente tale utilizzo in un’interfaccia di messaggistica ben chiara.

Se ben eseguito, ciò contribuirebbe anche a rafforzare la posizione di mercato generale della criptovaluta, spostandola da un progetto speculativo soggetto a problemi di frode, sicurezza e usabilità a una proposizione più integrata. Questi sforzi valgono la pena di essere osservati e promettono di rendere il 2019 un anno affascinante per lo sviluppo della criptovaluta, un decennio dopo che il bitcoin ha fatto il suo debutto.

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