Come avere una password nella manica, letteralmente!

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Un vestito con un display gestibile direttamente dallo smartphone? Abbigliamento realizzato con filo fosforescente e tecnologia eye-tracking incorporata, che viene attivata tramite lo sguardo degli spettatori? Sì, grazie!

E’ l’era degli SMARTessuti. Questi ultimi [tessuti intelligenti], giustamente chiamati capsule viventi, cambiano la struttura attraverso motori elettrici in miniatura, attivati da sensori di luce cuciti su tutto il capo. Da incubo.

Ma possono davvero essere la tua password?

Non esattamente. Non si possono né stirare né lavare, in quanto vi sono presenti elementi elettrici e fonti di energia.

Ma tutto ciò è cambiato, grazie ai ricercatori dell’Università di Washington. La scorsa settimana hanno annunciato di aver manipolato la polarità del tessuto magnetizzato – hanno utilizzato del filo conduttivo standard – per creare tessuti e accessori per la moda in grado di memorizzare dati digitali o informazioni visive.

Come i ricercatori notano, il filo conduttivo è già utilizzato per creare peluche, capi d’abbigliamento o accessori che si illuminano o comunicano tra di loro.

Ma i ricercatori dell’Università di Washington hanno capito che le proprietà ferromagnetiche del filo potrebbero anche essere utilizzate per memorizzare dati o informazioni visive come lettere o numeri che possono essere letti da un magnetometro: uno strumento economico che misura la direzione e la forza dei campi magnetici ed è incorporato nella maggior parte degli smartphone.

Pensate ai codici di accesso a un blocco elettronico che possa essere memorizzato su una patch di tessuto conduttivo cucito a un bracciale della camicia. Questo è uno dei diversi progetti che i ricercatori hanno intrapreso, riuscendo a sbloccare una porta agitando il bracciale davanti a una serie di magnetometri come se fosse una chiave elettronica di un hotel.

Utilizzare il filo conduttivo significa incorporare una password senza aver bisogno di elettronica di bordo o sensori. Shyam Gollakota, professore associato alla Scuola di Scienze dell’Informazione e dell’Informazione di Paul G. Allen dell’Università di Washington:

Stiamo utilizzando qualcosa che esiste già su uno smartphone e che consuma quasi nulla, quindi il costo per la lettura di questo tipo di dati è del tutto trascurabile.

Un rapporto (PDF) sull’esperimento dei dati, intitolato Storage e interazione con tessuto magnetizzato, è stato presentato la settimana scorsa a Quebec City al Software and Technology Symposium sull’Interfaccia utente.

I ricercatori hanno usato semplici macchine da cucire per ricamare il tessuto con il filo, creando patch che potrebbero essere trasformati in una cravatta, una cintura, un braccialetto, una collana o una striscia che può essere cucita su indumenti.

Poi hanno strofinato i magneti contro il tessuto per creare un modello di polarità positiva e negativa che corrisponde agli uno e zero dei dati digitali. Ci sono modi per invertire la polarità di un magnete, ma il segnale magnetico del tessuto persiste anche dopo il lavaggio, l’asciugatura e la stiratura a temperature fino a 320 gradi Fahrenheit.

Proprio come accade con le chiavi dell’albergo, la forza del segnale è degradata nel corso dei giorni – nel corso di una settimana, per esempio, si sarà indebolita del 30% – ma il tessuto è un supporto di riproduzione facilmente riprogrammabile e remagnetizzabile.

Gollakota:

Questo è un design completamente privo di elettricità, il che significa che è possibile stirare lo SMARTessuto o metterlo nella lavatrice e nell’asciugatrice. Puoi pensare al tessuto come un disco rigido: stai effettivamente archiviando dati sui vestiti che indossi.

Hanno anche creato guanti con i fili incorporati nelle punte delle dita, mostrando che si potrebbero usare i guanti per spazzare, immettendo i dati in uno smartphone senza tirarlo fuori dalla tasca. Sono riusciti a programmare sei dei gesti interattivi telefonici più comuni con una precisione del 90%.

In seguito, il team ha intenzione di lavorare allo sviluppo di tessuti personalizzati che generano campi magnetici più forti e che sono in grado di memorizzare una maggiore densità di dati.

 

*Tratto dall’articolo “How to wear your password on your sleeve, literally” di Lisa Vaas, Naked Security

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