Facebook: “Sei sicuro di voler condividere pubblicamente questa foto di tuo figlio?”

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Ecco una cosa potenzialmente pericolosa che la gente fa su Facebook: trascura le impostazioni della privacy, va comunque dritta per la sua strada e posta centinaia di foto di bambini.

Ed ecco ciò che molti vedono come qualcosa di negativo che Facebook fa: raccoglie e memorizza dati biometrici attraverso il
riconoscimento facciale in quello che alcuni ritengono essere il più grande database privato al mondo.

Che cosa succederebbe se Facebook mettesse (più o meno) insieme queste due cose negative e ne producesse  una positiva?

Ha iniziato a fare proprio questo.

Recentemente Facebook ha rivelato che è in fase di sviluppo un programma per mettere in guardia i genitori in procinto di condividere le foto di bambini pubblicamente, anziché solamente con gli amici.

Jay Parikh, vice presidente della divisione engineering di Facebook, ha rivelato che Facebook prevede di utilizzare il riconoscimento facciale per individuare i bambini nelle foto e di informare i genitori prima che condividano tali immagini pubblicamente.

L’Evening Standard cita Parikh:

Se dovessi caricare una foto dei miei figli che giocano al parco e per errore la condividessi pubblicamente, questo sistema potrebbe dirmi: “Ehi, aspetta un minuto, questa è una foto dei tuoi bambini, di solito la pubblichi esclusivamente per i tuoi familiari, sei sicuro di volerlo fare?”.

Penso che sarebbe per noi un modo bello e intelligente per aiutarvi a gestire tutti i dati e le informazioni che vi riguardano, e che ciò potrebbe accadere proprio dandovi una mano a gestire questa cosa e a farla in modo corretto la prima volta.

Per come stanno le cose, in un appello diffuso su Facebook la polizia tedesca ha recentemente invitato le persone a smettere di postare fotografie dei loro figli, rilevando che la gente pubblica liberamente le immagini di bambini nudi in piscina o in spiaggia, come se non ci fosse alcuna ricaduta a seguito della loro diffusione.

Tali conseguenze spaziano da un lieve imbarazzo una volta che il bambino cresce, al bullismo oppure all’intercettazione da parte di un pedofilo delle foto per essere pubblicate altrove.

Certo, Facebook per anni è stato posto sotto accusa per la sua tecnologia di riconoscimento facciale.

A seguito di una forte reazione da parte degli utenti e delle autorità di regolamentazione, l’azienda nel 2012 ha abbandonato il riconoscimento facciale in Europa e cancellato i dati identificativi degli utenti di cui era già in possesso.

Negli Stati Uniti, una class action depositata nell’aprile del 2015 sosteneva che Facebook aveva violato il diritto alla privacy degli utenti acquisendo ciò che veniva descritto come il più grande database privato di riconoscimento facciale del mondo, il tutto senza informare gli utenti che i loro dati biometrici venivano raccolti o immagazzinati.

Ciò nonostante il programma di riconoscimento facciale di Facebook è cresciuto, diventando più potente e preciso.

In effetti la tecnologia DeepFace di Facebook compete con la capacità umana di riconoscere i volti, individuandoli con precisione l’83% delle volte, anche se di profilo o con lineamenti confusi.

Il rovescio della medaglia è che il riconoscimento facciale di Facebook è potenzialmente di aiuto agli sforzi di sorveglianza del Grande Fratello.

L’Australia prevede di estrapolare da Facebook i volti degli australiani per creare un database biometrico nazionale, approfittando di immagini che sono contemporaneamente di alta qualità e collegate all’identità in modo sufficientemente preciso.

Questo ci riporta al nuovo progetto di Facebook in merito all’utilizzo definitivo del riconoscimento facciale: mettere un segnale di pericolo di fronte alle persone prima che postino foto che potrebbero mettere i loro bambini in pericolo.

Non ci sono ancora indicazioni su quando vedremo questa nuova funzionalità, ma siamo contenti di apprendere che è in fase di lavorazione.

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